mercoledì 9 agosto 2017

LE PAROLE CHE CI SALVANO 2



LA TIMIDEZZA 1

(...)  La timidezza è forma di vita fragile, infinitamente fragile, e si
       rompe facilmente: non solo i gesti, un sorriso mancato, un
       saluto evitato, ma anche, e soprattutto le parole, le parole che
       non siano fragili, e siano invece aride e inanimate, feriscono e
       lacerano la timidezza. E cosa resta di una timidezza ferita e
       lacerata? Frantumi stellari, schegge sanguinanti che talora
       non si ricompongono e non si cicatrizzano.
       La timidezza, misteriosamente legata all'universo delle
       emozioni, induce al nascondimento, e in essa antenne fluttuanti
       e inafferrabili colgono immediatamente intorno a sé le tracce
       dell'indifferenza e dell'inautenticità. La timidezza è una
       compagna di strada che non ci abbandona mai, nemmeno
       quando gli anni trascorrono temerari e fatali. In ogni caso, la
       timidezza non può essere toccata e non può essere sfiorata
       senza una grande leggerezza: essa si sfalda e si dissolve
       facilmente, come sabbia fra le dita.
       Ma la timidezza non si riconosce subito nelle maglie segrete
       dell'esistenza: essa si nasconde, si maschera, si oscura e
       talora scompare, e tuttavia agonizza ma non muore; grida in
       silenzio per essere letta diversamente da come appare. La
       timidezza ci allontana dai contatti con gli altri, benché ad essi
       aneli nostalgicamente, nel timore che non siano spontanei e
       cogliendone in ogni caso le ombre, o almeno le penombre, le
       inquietudini e talora le ambiguità che in esse si intravedono.
       La timidezza non solo ci aiuta con la sua umbratile
       fragilità ad immedesimarci nella vita interiore altrui, ma
       contestualmente ci aiuta a mantenere e a tenere viva la
       distanza vissuta con le persone con le quali ci  incontriamo:
       rispettandone fino in fondo la libertà e cercando di sfuggire ad
       ogni possibile sconfinamento. Sono infinite le forme con cui la
       timidezza viene vissuta in ciascuno di noi, ignorata, e non di
       rado calpestata: negli studi medici e negli ospedali, nelle aule
       scolastiche, nelle famiglie e nella vita.  (...)


            Eugenio Borgna   da     Le parole che ci salvano

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