giovedì 22 dicembre 2016

DA QUALCHE PARTE NEL PROFONDO ( Lettere 1897- 1926 )




(...)  Quando Rainer Maria Rilke e Lou Andreas Salomé si
        conoscono a Monaco il 12 Maggio1897, lui è un giovane
        poeta ventiduenne, uscito pochi anni prima dalla scuola
        militare in cui aveva trascorso la sua non facile adolescenza,
        lei un'intellettuale trentaseienne con alle spalle anni di
        ricerca, viaggi, frequentazioni con figure magistrali dell'
        epoca, un matrimonio,  un'esperienza vissuta esplorando
        modalità di pensiero non necessariamente conformi alle
        convenzioni del tempo. L'incontro inaugura un rapporto d'
        amore, nel senso più vasto del termine, che durerà tutta la
        vita. Così come il carteggio costituito dalle moltissime lettere
        scritte tra il 1897 e il 1926, l'anno della morte di Rilke.
        La data del 12 maggio segna l'inizio di uno scambio reciproco
        in cui non è difficile ravvisare un legame magnetico e per certi
        aspetti perfino filiale tra poeta e musa, paziente e terapeuta,e,
        ben al di là dei ruoli, una relazione che si spinge ai confini
        del confronto esistenziale.
        Lou Salomé entra nella vita di Rilke senza temere di
        indicargli la strada verso la consapevolezza: lo osserva da
        una lontananza partecipe dai toni schietti e talvolta severi,
        intuisce nel suo smarrimento il rischio della malattia, l'
        inevitabile sofferenza, l'isolamento dal mondo, dal corpo, il
        pegno da pagare all'arte per realizzare se stessi. Tra i due si
        apre così un dialogo in cui la parola rinuncia a ogni pretesa
        di spiegare la profondità vuota e silenziosa da cui si genera
        la forma poetica per realizzarsi entro lo spazio di un'autentica
        confidenza. Un ininterrotto dialogo che cancella i ruoli
        fittizi dell'autobiografia, i personaggi della vita - romanzo
        per lasciar affiorare l'imponderabile forza e l'umana fragilità
        di due persone non comuni che -si potrebbe pensare- non
        smisero mai di guardarsi negli occhi . L'enfasi quasi febbrile
        con cui Rilke comunica per lettera la propria gratitudine a
        Lou Salomè dopo averla conosciuta di persona, si smorzerà
        a poco a poco nei toni di una confessione nutrita di angosce,
       inermità vissute, erranze, periodi di sterilità, itinerari interiori
       e geografici di cui l'epistolario rende ampia testimonianza.
       (...)


     Sabrina Mori  Carmignani    Prefazione da  Da qualche parte nel profondo

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